Buon Natale!
“Scrivi.
Carta e penna fanno miracoli.
Curano i dolori, consolidano i sogni, restituiscono la speranza.”
Curano i dolori, consolidano i sogni, restituiscono la speranza.”
Paulo Coelho
Nuit de veille
Daniela Zini
O Nuit aux flancs arrondis,
Nuit propice au plaisir, à
l’oubli,
C’est à moi seule à qui ce bien
est dû,
Pour tant de larmes et tant
de temps perdu.
O Rossignol que mon cœur
attendait,
Rossignol de la nuit, aux
ailerons mouillés,
Viens à moi sans peur et
sans prudence,
Pour toute joie et toute
connaissance.
Je ne possède rien mais je
T’aime.
Je vis distante de moi-même,
Par moi-même désertée,
Morte d’avoir été.
Ce moi-même perdu, là
quelque part,
Dans un coin, un endroit de
hasard,
Ce moi-même si rompu, si
amer,
Sauve-le de l’orgueil, du
regret.
Recentemente, è
accaduto uno di quei piccoli incidenti personali, che, quando accadono,
richiedono che io mi fermi, mi interroghi e mi risponda.
Nulla di grave, se
non fosse che io, caratterialmente, aborrisca discutere e trovi inquietante che
mi sia lasciata trascinare in una diatriba sterile e inutile, mio malgrado.
E, mentre ero, così,
impegnata, nel Mondo, accadevano cose… gravi cose.
In questo Mondo
virtuale, fatto di tasti battuti e caratteri letti, non vi è spazio per le
espressioni verbali, per gli sguardi incrociati e (sfortunatamente!) per mostrare
i denti a chi lo meriterebbe.
Certo, abbiamo
inventato gli emoticons, ma l’impatto
emotivo è del tutto irrilevante.
La mancanza di
verbalità, di tattilità è a tal punto percepibile, che, a volte, il Mondo
dall’altra parte del monitor ci
sembra Fantasilandia, un luogo solo nella nostra testa, dove ciò che accade non
è, tangibilmente, reale.
A Fantasilandia non
esistono emozioni, se non quelle veicolate dagli emoticons.
A Fantasilandia, gli
Altri sono nicknames, Fantasmi
virtuali, e neppure noi, in fondo, siamo noi stessi.
Realmente, per
sopravvivere, abbiamo bisogno di Fantasmi virtuali, che, in fondo, sono là solo
per darci la illusione di non essere soli?
Quanto a me, io non
mi sento più a mio agio in questo Mondo di Fantasmi e di Ombre.
Ho bisogno di carne
da cucire addosso ai Fantasmi per dare spessore alle Ombre.
Innumerevoli sono quanti vorrei ringraziare, qui,
giacché sono stati tanti coloro che mi hanno offerto, con toccante generosità,
qualcosa di utile, a volte, di prezioso.
Mi riferisco agli Amici, Vecchi e Nuovi, Reali e Virtuali,
sparsi in tutto il Mondo, con i quali ho scambiato, nel corso di questi otto
anni, una infinità di lettere e di mails, spesso, del massimo
interesse per me.
Non posso, con grande rammarico, menzionarli tutti a rischio
di dimenticarne qualcuno; tuttavia, posso garantire che tutti sono e saranno,
sempre, nel mio cuore.
Io disattivo,
definitivamente, i miei accounts di Facebook.
Voi non
vedrete più apparire né le mie foto, né i miei posts, né i miei Amici.
Io me ne
vado.
Io ho
vissuto esperienze uniche con ciascuno di Voi ed è per questo che Voi apparite,
oggi, nelle mia lista di Amici.
Tutti Voi
fate parte della mia Vita.
Voi
l’avete, più o meno, modellata.
Voi ne
siete stati i protagonisti.
Alcuni di Voi
sono Amci intimi, la mia Famiglia e io so che il contatto si manterrà, per
forza di cose, anche senza questo strumento che è Facebook.
Altri di Voi
sono stati, egualmente, Amici stretti, con i quali ho condiviso un ideale, una
causa, una gioia e una delusione.
E, poi,
con il tempo, noi abbiamo preso strade diverse.
Facebook è
l’unico legame che mi lega a Voi.
Una parte di
Voi, e, a dire il vero, una larga parte di Voi, sono Amici di una sola sera.
Se
avessimo avuto più tempo da condividere, avremmo potuto divenire Amici
inseparabili, come tanti me ne hanno dispensati un corso di università, una
classe classe di liceo o un corso di catechismo.
Facebook
era il nostro unico modo di non prendere strade assolutamente diverse e di continuare
a far vivere l’esperienza positiva che noi avevamo vissuto insieme.
Gli ultimi
di Voi, infine, sono semplici conoscenze, che ho frequentato senza condividere nulla
di più del tempo di un caffè.
Oggi, io
affronto il rischio di non incrociare più la Vostra strada, in ogni caso di non
incrociare la strada di una larga maggioranza di Voi.
Rivedere Voi,
mi richiederà uno sforzo, io non avrò più la facilità della chat, né la possibilità di approvare,
discretamente, ciò che Voi fate con un like,
neppure di ricordarVi la mia esistenza con un messaggio rapido.
Mi sarà,
tuttavia, sempre, facile chiamarVi al telefono, mandarVi una mail, perfino, una lettera.
E sarà
diverso!
Io Vi
vedrò negli occhi, io potrò sorriderVi davvero, sondare il Vostro sguardo o, almeno,
sentire la Vostra voce o renderVi presente nella mia immaginazione con la
scrittura.
E, allora,
la nostra relazione cambierà, perché noi non avremo più la scelta.
Ciò che ci
diremo diverrà autentico e non avremo che la scelta di lasciare apparire le
nostre gioie, ma anche i nostri problemi e i nostri affanni.
Non vi
sarà più uno schermo tra noi.
Io Vi darò
modo di conoscere la vera me stessa.
E Voi mi darete
modo di conoscere i veri Voi stessi.
Noi ci
sceglieremo.
Agli Altri,
con i quali ho avuto scambi reali, ma di cui ho, già, un po’ dimenticato
l’esistenza nei flutti della mia homepage.
Voi, di
cui io mi sono abituata a vedere le pubblicazioni senza guardarle; Voi, che non
ho altro modo di contattare se non attraverso Facebook; rivederVi, se accadrà, sarà
un dono, molto semplicemente.
Dio lo
voglia!
Io non
avrò più presa su ciò che potrà unirci di nuovo, come non avevo presa su ciò
che ci ha uniti la prima volta.
Voi, di
cui non incrocerò mai più la strada; la Vostra assenza non cancella ciò che ci
ha unito un giorno.
Facebook
ha preso la mia Memoria, io la recupero.
Io lascio
immagini per incontrare Umani.
A Voi e
alle Vostre Famiglie il mio augurio di un sereno Natale!
Daniela
Zini
“Se mai Vi
feci ridere, dite…
Una
parola amica in memoria di me.”
Nosside


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