venerdì 18 dicembre 2015

LETTERA DI NATALE AI MIEI AMICI DI FACEBOOK di Daniela Zini



Buon Natale!
“Scrivi.
Carta e penna fanno miracoli. 
Curano i dolori, consolidano i sogni, restituiscono la speranza.”
Paulo Coelho


Nuit de veille
Daniela Zini

O Nuit aux flancs arrondis,
Nuit propice au plaisir, à l’oubli,
C’est à moi seule à qui ce bien est dû,
Pour tant de larmes et tant de temps perdu.

O Rossignol que mon cœur attendait,
Rossignol de la nuit, aux ailerons mouillés,
Viens à moi sans peur et sans prudence,
Pour toute joie et toute connaissance.

Je ne possède rien mais je T’aime.
Je vis distante de moi-même,
Par moi-même désertée,
Morte d’avoir été.

Ce moi-même perdu, là quelque part,
Dans un coin, un endroit de hasard,
Ce moi-même si rompu, si amer,
Sauve-le de l’orgueil, du regret.


Recentemente, è accaduto uno di quei piccoli incidenti personali, che, quando accadono, richiedono che io mi fermi, mi interroghi e mi risponda.
Nulla di grave, se non fosse che io, caratterialmente, aborrisca discutere e trovi inquietante che mi sia lasciata trascinare in una diatriba sterile e inutile, mio malgrado.
E, mentre ero, così, impegnata, nel Mondo, accadevano cose… gravi cose.
In questo Mondo virtuale, fatto di tasti battuti e caratteri letti, non vi è spazio per le espressioni verbali, per gli sguardi incrociati e (sfortunatamente!) per mostrare i denti a chi lo meriterebbe.
Certo, abbiamo inventato gli emoticons, ma l’impatto emotivo è del tutto irrilevante.
La mancanza di verbalità, di tattilità è a tal punto percepibile, che, a volte, il Mondo dall’altra parte del monitor ci sembra Fantasilandia, un luogo solo nella nostra testa, dove ciò che accade non è, tangibilmente, reale.
A Fantasilandia non esistono emozioni, se non quelle veicolate dagli emoticons.
A Fantasilandia, gli Altri sono nicknames, Fantasmi virtuali, e neppure noi, in fondo, siamo noi stessi.
Realmente, per sopravvivere, abbiamo bisogno di Fantasmi virtuali, che, in fondo, sono là solo per darci la illusione di non essere soli?
Quanto a me, io non mi sento più a mio agio in questo Mondo di Fantasmi e di Ombre.
Ho bisogno di carne da cucire addosso ai Fantasmi per dare spessore alle Ombre.
Innumerevoli sono quanti vorrei ringraziare, qui, giacché sono stati tanti coloro che mi hanno offerto, con toccante generosità, qualcosa di utile, a volte, di prezioso.
Mi riferisco agli Amici, Vecchi e Nuovi, Reali e Virtuali, sparsi in tutto il Mondo, con i quali ho scambiato, nel corso di questi otto anni, una infinità di lettere e di mails, spesso, del massimo interesse per me.
Non posso, con grande rammarico, menzionarli tutti a rischio di dimenticarne qualcuno; tuttavia, posso garantire che tutti sono e saranno, sempre, nel mio cuore.
Oggi, io affronto un rischio.
Io disattivo,  definitivamente, i miei accounts di Facebook.
Voi non vedrete più apparire né le mie foto, né i miei posts, né i miei Amici.
Io me ne vado.
Io ho vissuto esperienze uniche con ciascuno di Voi ed è per questo che Voi apparite, oggi, nelle mia lista di Amici.
Tutti Voi fate parte della mia Vita.
Voi l’avete, più o meno, modellata.
Voi ne siete stati i protagonisti.
Alcuni di Voi sono Amci intimi, la mia Famiglia e io so che il contatto si manterrà, per forza di cose, anche senza questo strumento che è Facebook.
Altri di Voi sono stati, egualmente, Amici stretti, con i quali ho condiviso un ideale, una causa, una gioia e una delusione.
E, poi, con il tempo, noi abbiamo preso strade diverse.
Facebook è l’unico legame che mi lega a Voi.
Una parte di Voi, e, a dire il vero, una larga parte di Voi, sono Amici di una sola sera.
Se avessimo avuto più tempo da condividere, avremmo potuto divenire Amici inseparabili, come tanti me ne hanno dispensati un corso di università, una classe classe di liceo o un corso di catechismo.
Facebook era il nostro unico modo di non prendere strade assolutamente diverse e di continuare a far vivere l’esperienza positiva che noi avevamo vissuto insieme.
Gli ultimi di Voi, infine, sono semplici conoscenze, che ho frequentato senza condividere nulla di più del tempo di un caffè.
Oggi, io affronto il rischio di non incrociare più la Vostra strada, in ogni caso di non incrociare la strada di una larga maggioranza di Voi.
Rivedere Voi, mi richiederà uno sforzo, io non avrò più la facilità della chat, né la possibilità di approvare, discretamente, ciò che Voi fate con un like, neppure di ricordarVi la mia esistenza con un messaggio rapido.
Mi sarà, tuttavia, sempre, facile chiamarVi al telefono, mandarVi una mail, perfino, una lettera.
E sarà diverso!
Io Vi vedrò negli occhi, io potrò sorriderVi davvero, sondare il Vostro sguardo o, almeno, sentire la Vostra voce o renderVi presente nella mia immaginazione con la scrittura.
E, allora, la nostra relazione cambierà, perché noi non avremo più la scelta.
Ciò che ci diremo diverrà autentico e non avremo che la scelta di lasciare apparire le nostre gioie, ma anche i nostri problemi e i nostri affanni.
Non vi sarà più uno schermo tra noi.
Io Vi darò modo di conoscere la vera me stessa.
E Voi mi darete modo di conoscere i veri Voi stessi.
Noi ci sceglieremo.
Agli Altri, con i quali ho avuto scambi reali, ma di cui ho, già, un po’ dimenticato l’esistenza nei flutti della mia homepage.
Voi, di cui io mi sono abituata a vedere le pubblicazioni senza guardarle; Voi, che non ho altro modo di contattare se non attraverso Facebook; rivederVi, se accadrà, sarà un dono, molto semplicemente.
Dio lo voglia!
Io non avrò più presa su ciò che potrà unirci di nuovo, come non avevo presa su ciò che ci ha uniti la prima volta.
Voi, di cui non incrocerò mai più la strada; la Vostra assenza non cancella ciò che ci ha unito un giorno.
Facebook ha preso la mia Memoria, io la recupero.
Io lascio immagini per incontrare Umani.
A Voi e alle Vostre Famiglie il mio augurio di un sereno Natale!

Daniela Zini

“Se mai Vi feci ridere, dite…
Una parola amica in memoria di me.”
Nosside

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