venerdì 21 ottobre 2016

ANTEPRIMA! estratto da URANIO IMPOVERITO ola guerra atomica camuffata I. URANIO IMPOVERITO Cavallo di Troia della Guerra Nucleare di Daniela Zini



URANIO IMPOVERITO
o
la guerra atomica camuffata
INCHIESTA SULL’URANIO IMPOVERITO, DEPLETED URANIUM, IN SIGLA DU, UTILIZZATO NELL’INDUSTRIA BELLICA, LA CUI PERICOLOSITA’ PER LA SALUTE E’ MINIMIZZATA DALLE LOBBIES MILITARI-INDUSTRIALI.






Verso la fine degli anni 1980, gli Stati Uniti annunciarono l’attuazioneche di un programma di costruzione  di 3mila carri pesanti da combattimento M1 Abrams, dotati di un nuovo blindato all’uranio impoverito, che li rendeva impenetrabili a ogni arma anticarro conosciuta. I pezzi del blindato dei carri M1A1 erano stati sviluppati dalla Manufacturing Science Corp. [Oak Ridge, Tennessee] e, poi, realizzati dalla Nuclear Metal Inc.
Il Pentagono sosteneva che l’esercito di terra americano avrebbe, così, conseguito una “superiorità tecnologica” di dieci anni rispetto all’Armata Rossa. Secondo gli americani, infatti, solo un proiettile concepito con lo stesso uranio impoverito avrebbe sortito l’effetto. Il Pentagono aggiungeva, altresì, che questa “superiorità tecnologica” degli americani sarebbe stata, chiaramente, allineata in Europa, di fronte alla superiorità numerica del Patto di Varsavia: i carri M1 Abrams blindati all’uranio impoverito sarebbero stati, dunque, schierati in Europa  [http://www.radioradicale.it/exagora/rapporti-di-forza-nato-patto-di-varsavia-in-centro-europa].
L’uso di questa tecnologia comportava, tuttavia, l’inconveniente di aumentare il peso del veicolo, che obbligava a limitarne la velocità. È, dunque, probabile che non tutti i modelli di carri da combattimento fossero blindati con uranio impoverito.  
Peraltro, se i militari americani affermavano, nel 1988, che i blindati all’uranio impoverito non avrebbero potuto essere trapassati che da proiettili concepiti con lo stesso uranio, è perché avevano, già, una lunga esperienza di questo tipo di munizioni la cui esistenza sarebbe stata mediatizzata durante la Guerra del Golfo, tre anni più tardi.
È, così, che i carri americani Abrams M1A1 e M1A2 blindati all’uranio impoverito, impegnati nei combattimenti della Guerra del Golfo avrebbero distrutto le colonne di carri iracheni con munizioni all’uranio impoverito.
L’idea di fabbricare proiettili all’uranio è antica perché Albert Speer, architetto personale di Adolf Hitler – ruolo che gli valse il soprannome di “architetto del diavolo” – e ministro per gli armamenti del III Reich, fece utilizzare l’uranio nei proiettili, dal 1943, in sostituzione del tungsteno, che non poteva più importare dal Portogallo.
Le ricerche condotte, in seguito, dagli americani portarono a concepire munizioni perforanti, sostituendo il tungsteno, molto duro, ma poco fusibile, con l’uranio impoverito in lega con una bassissima quantità di titanio, che ne aumentava il livello di durezza. Infatti, sono, principalmente, le proprietà fisiche dell’uranio impoverito, che hanno suscitato l’interesse dei militari. La sua importante densità permette di ottenere energie cinetiche elevate e un’onda d’urto importante. Di più, il suo carattere piroforico fa che si infiammi, spontaneamente, nell’aria alla temperatura provocata dall’impatto di una munizione. Così, un proiettile all’uranio impoverito comporta due “vantaggi” militari importanti, vale a dire essere, al tempo stesso, perforante e incendiario. È l’arma anticarro ideale, perché perforati i blindati dei carri più resistenti, provoca un violento incendio, che comporta l’esplosione delle munizioni contenute nel carro e, così, la sua completa distruzione. L’altro interesse dell’uranio impoverito risiede nel suo basso costo.
Nel 1980, vi fu una sorta di tangentopoli americana nel mondo militare: alcuni generali del Pentagono vennero arrestati perché accusati di aver acquistato enormi quantità di uranio impoverito da altre Nazioni per la sperimentazione di armi.

[…]

Le informazioni sulla produzione e i modelli di munizioni all’uranio impoverito sono difficili da ottenere.
Qualche rara informazione ha, curiosamente, menzionato la presenza di berillio sulla punta del penetratore delle munizioni a uranio impoverito. L’uso di berillio nelle munizioni a uranio impoverito è del tutto verosimile. I militari considerano il berillio un metallo eccezionale in ragione della sua resistenza meccanica a caldo e della sua grande rigidità, migliore di quella del tungsteno.
È probabile che i penetratori delle munizioni a uranio impoverito – o almeno la punta – siano rivestiti di berillio. Questa guaina potrebbe evitare il rischio di infiammazione del penetratore a uranio impoverito prima che raggiunga il bersaglio. È noto, infatti, che l’uranio impoverito è molto piroforico se si scalda all’aria.
Coincidenza?
Negli Stati Uniti, la principale impresa che fabbrica e commercia uranio impoverito per i penetratori delle munizioni anticarro – Starmet [Concord, Massachusetts], già, Nuclear Metals Inc. – produce egualmente leghe di “berillio e di alluminio per componenti militari”.   

[…]

Le armi all’uranio impoverito distruggeranno ogni specie vivente sulla Terra, anche la specie umana e, tuttavia, continuano e essere usate, in piena coscienza del loro potenziale distruttore.
Dal 1991, gli Stati Uniti hanno condotto quattro guerre, utilizzando armi all’uranio impoverito, contravvenendo tutti i trattati internazionali, tutte le convenzioni e tutti gli accordi e la stessa legge militare americana. 
L’uso continuo di queste armi radioattive illegali, che hanno, già, contaminato vaste regioni e contamineranno altre parti del Mondo, è un problema mondiale. L’intenzione più profonda viene rivelata, mettendo a confronto le regioni, ora, contaminate all’uranio impoverito – Egitto, Medio Oriente, Asia Centrale e metà Nord-Est dell’India – con gli imperativi geostrategici americani descritti nel libro di Zbiniew Brzezinski nel 1997, The Grand Chessboard [Il Grande Scacchiere, https://www.youtube.com/watch?v=aQ36S-Vi2CA&list=PLu5tKfQq0iybAoqpQcrA2QDUGAGnigaCM]

[…]

Il fatto è che gli Stati Uniti e i loro partners militari hanno messo in atto quattro guerre nucleari, utilizzando sporche bombe e sporche armi nei Paesi che hanno bisogno di controllare. Sotto forma di aerosols l’uranio impoverito contaminerà, permanentemente, vaste ragioni e distruggerà, dolcemente, il futuro genetico delle popolazioni, che vivono in queste vaste regioni, dove si trovano risorse, che gli Stati Uniti debbono controllare per stabilire e mantenere il loro primato.
Descritto come il Cavallo di Troia della guerra nucleare, l’uranio impoverito è l’arma che continua a distruggere.
L’emivita dell’uranio-238 è di 4,5 miliardi di anni, l’età della Terra. E, poiché l’uranio-238 degenera in sottoprodotti radioattivi, in quattro tappe prima di trasformarsi in grafite, continua a emettere sempre più radiazioni a ogni tappa.
Non vi è modo per fermarlo e non vi è modo per ripulirlo.
Si accorda con la pulita definizione del governo americano delle armi di distruzione massiva.   
Dopo la formazione di microscopiche e nanoscopiche particelle insolubili di ossido di uranio sul campo di battaglia, queste restano sospese nell’aria e viaggiano intorno alla Terra come componenti radioattivi della polvere cosmica, contaminando l’ambiente, uccidendo indiscriminatamente, mutilando e causando malattie a tutto ciò che vive laddove la pioggia, la neve e l’umidità le prelevano dall’atmosfera. La contaminazione radioattiva mondiale proveniente dai tests atmosferici equivale a 40mila bombe di Hiroshima e continua a contaminare l’atmosfera e la bassa altitudine oggi. La quantità di contaminazione di bassa radioattività all’uranio impoverito dal 1991 è di molte volte suoperiore – depositata all’interno del corpo – alle ricadute radioattive emesse durante i tests atmosferici.

[…]





I. URANIO IMPOVERITO
Cavallo di Troia della Guerra Nucleare




Dopo Hiroshima e Nagasaki, avevamo sperato che la lezione fosse stata appresa e che non vi sarebbe stata più nessuna guerra atomica. Ma, dopo dieci anni, gli Americani, vale a dire i loro leaders, sempre, in guerra, non hanno esitato a utilizzare, massivamente, munizioni radioattive.
Per attutire il colpo, vogliono far credere che si tratti di munizioni all’uranio impoverito, ma sono a base di residui nucleari!
Per farci dimenticare che tutte le guerre sono guerre sporche, gli americani hanno voluto farci credere che le loro guerre nel Golfo e nei Balcani era guerre pulite. Ci hanno mentito pretendendo di fare guerre chirurgiche, guerre in cui solo bersagli ben precisi sono toccati, guerre senza “danni collaterali”.
Ci hanno mentito e, ora, noi sappiamo perché la radioattività delle loro armi non può mirare chirurgicamente un bersaglio ben  preciso.
Al loro ritorno dalla Guerra del Golfo, molti soldati americani hanno avuto gravi problemi di salute: su 700mila soldati, 250mila sono stati colpiti dalla Sindrome della Guerra del Golfo!
Il governo americano ha tentato di negare una qualsiasi responsabilità delle armi radioattive in questa sindrome, ma alcuni soldati malati si sono sottoposti ad analisi.
Ciò che non è stato, sempre, facile…
Ed erano positivi all’uranio!
I capi militari americani hanno cercato di far credere che queste munizioni all’uranio impoverito non fossero state utilizzate che in rarissimi casi, quando era impossibile fare diversamente.
Ma era una menzogna!
Quando, dopo la fine della Guerra del Golfo, medici si recarono in Iraq per comprendere perché, dopo questa guerra, vi fossero tanti bambini iracheni malati, ne conclusero che fosse  dovuto alla radioattività. I bambini iracheni giocavano, sovente, con palle radioattive. Poiché, durante la Guerra del Golfo gli aerei americani irrorano, costantemente, l’Iraq di queste munizioni moderne, se ne trovavano ovunque in questo Paese.
I bambini dei soldati americani della Guerra del Golfo sono, sovente, nati con malformazioni [assenza di braccia, a esempio]. Malformazioni che si ritrovano in molti bambini nati in Iraq dalla “fine” di questa guerra pulita, chirurgica e senza danni collaterali!   
I leaders americani hanno detto che l’uranio impoverito, con il quale sono fabbricate le munizioni moderne, sia meno radioattivo di quello arricchito, che si mette in una bomba atomica o in una centrale nucleare [esplosione atomica rallentata in un equilibrio instabile], hanno detto che la radioattività di questo uranio impoverito sia talmente debole da non presentare alcun pericolo e che, per così dire, non sia radioattivo. Ma un medico che si è recato in Iraq per curare queste strane malattie moderne ha voluto fare analizzare, in Occidente, queste palle che i bambini iracheni succhiavano e con le quali giocavano, abitualmente, poiché, ripetiamolo, ve ne erano ovunque.

[…]

Ci riguarda tutti e abbiamo il diritto di dire NO a un tale abominio.
Ogni persona, che si senta responsabile dell’avvenire dei bambini della Terra, ha il dovere di esigere l’arresto immediato dell’utilizzo dell’uranio impoverito, di ogni arma, di ogni prodotto che produce contaminazioni letali e irreversibili.
E per coloro che non vedono più lontano della punta del loro naso la contaminazione mortale all’uranio impoverito non conosce frontiere. 
Ecco alcune foto che mi rivoltano lo stomaco… ma io non vedo la televisione, io non sono temprata all’orrore in immagini quotidianamente.




[…]

Ma voi credete veramente che queste contaminazioni conoscano le frontiere?
È per gli imbecilli identitari e altri razzisti…
Io mi inquieterei più per l’immigrazione massiva di polveri radioattive che per quella di persone come voi e me.

[…]

Quale mezzacartuccia era Adolf Hitler paragonato ai suoi successori!
In Occidente, le accuse di crimini di guera e di crimini contro l’Umanità [accertate o no] sono riservate al nemico del momento, quello contro il quale i governi si apprestano a scatenare il fuoco delle loro armi.
Ma che pensare dei leaders degli Stati Uniti?
È nel 1962 che John F. Kennedy scatena l’Opération Ranch Hand, una guerra chimica contro la popolazione del Vietnam, che consiste nel versare sulle foreste e sui raccolti milioni di litri di defoliante: l’agent orange. Realizzato da Monsanto, l’agent orange – che contiene diossina – è responsabile dello sviluppo di malattie nelle persone esposte, in particolare di diverse forme di cancro.
Inoltre, la stabilità della diossina fa che continui ad agire molto dopo il suo spargimento, provocando malformazioni alla nascita di bambini, i cui genitori sono stati contaminati: cecità, diabete, turbe psichiche, deficits motori e intellettuali, diverse malformazioni.
L’Operation Ranch Hand  è durata fino al 1971.
Circa 80 milioni di litri di defoliante sarebbero stati versati sul Sud del Vietnam. Un quinto delle foreste sarebbero state raggiunte e 400mila ettari di terreni agricoli contaminati.
Si stima da 2,1 a 4,8 milioni il numero di vietnamiti, direttamente, esposti all’agent orange, tra il 1961 e il 1971, ai quali si deve aggiungere un numero sconosciuto di cambogiani e di laotiani, di civili e militari americani, sud-coreani, canadesi, australiani e neozelandesi.
Nel 2004, sotto il mandato di George W. Bush, più di 15mila soldati dell’esercito americano davano l’assalto alla città di Falluja [Iraq]. Per diverse settimane, i raids dell’aviazione si susseguirono, sganciando centinaia di tonnellate di missili. Tra questi proiettili figuravano bombe al fosforo bianco, un’arma chimica e incendiaria, vietata contro le popolazioni. Ma è l’uso massivo di bombe all’uranio impoverito che ha avuto le conseguenze più gravi sulla salute della popolazione di Falluja. Un neonato su cinque sarebbe stato colpito da malformazioni gravi. A queste malformazioni, apparse dal 2005, si aggiungono cancri a tassi mai raggiunti altrove.  


segue...

Nessun commento:

Posta un commento