venerdì 30 novembre 2018

IL MIO AMATO DI FORUGH FARROKHZAD (traduzione dal persiano di Daniela Zini)

Il mio Amato
Forugh Farrokhzad
 
 

Il mio Amato,
Con quel corpo nudo e impudente,
Sulle sue gambe possenti,
Se ne stava eretto come la morte.

Impazienti linee diagonali
Risalivano
Il suo corpo ribelle,
Nel suo solido disegno.
Il mio Amato
Si direbbe discendere da generazioni dimenticate.

Si direbbe che un tartaro,
Nel fondo dei suoi occhi,
Sia sempre in agguato di un cavaliere.
Si direbbe che un barbaro,
Nel lampo dei suoi denti,
Sia acceso dal sangue caldo della preda.

Il mio Amato,
Come la natura,
Ha un significato ineluttabile e chiaro.
Con la mia sconfitta
Afferma
La primitiva legge della forza.

È selvaggiamente libero,
Come un sano istinto,
Nel folto di un’isola disabitata.
Rimuove,
Con i brandelli della tenda di Majnun,
Dalle sue scarpe la polvere della strada.

Il mio Amato,
Come un dio in un tempio del Nepal,
Si direbbe sia stato,
Dall’inizio della sua esistenza,
Straniero.
È un uomo dei secoli passati,
Una traccia dell’autenticità della bellezza.
Nel suo spazio,
Come il profumo dell’infanzia,
Sempre ricordi innocenti
Desta.
È come un’allegra canzone popolare
Grossolana e schietta.

Ama sinceramente
Gli atomi della vita,
Gli atomi della terra,
I dolori dell’umanità
I dolori puri.

Ama sinceramente
Un viottolo di campagna,
Un albero,
Una coppa di gelato,
Una corda da bucato.

Il mio Amato
È un uomo semplice,
Un uomo semplice che,
Nel sinistro paese delle meraviglie,
Come l’ultima traccia di una portentosa fede,
Tengo celato
Nel folto dei miei seni.


(traduzione dal persiano di Daniela Zini)

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