sabato 19 settembre 2026

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI? di Daniela Zini

 DALLA PARTE DEGLI ANIMALI?


Nell’agosto del 2022, in piena campagna elettorale, la premier Giorgia Meloni, scomodando il Mahatma Gandhi, assicurava:

  

 

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli Animali. Tra le iniziative già avviate in questa legislatura c’è l’inasprimento delle pene per chi li maltratta, avvelena e abbandona. Inoltre vogliamo avviare campagne sul rispetto degli Animali nelle scuole, fermare la tratta illegale dei 300.000 Cuccioli provenienti dall’Est Europa e ampliare le attività di pet therapy nelle Case di Cura e negli Ospedali.” [https://www.youtube.com/watch?v=4a1qlv0aimA&t=4s]

Ma tra il dire e il fare, si sa, c’è di mezzo il mare!

Il 22 dicembre 2022, nell’elenco degli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati al disegno di Legge di Bilancio 2023 non risultavano gli emendamenti a firma della deputata di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla e dei deputati dell’Intergruppo Parlamentare per i Diritti degli Animali e la Tutela Ambientale   [https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/ID0002b.pdf?_1671719246443] che proponevano:

 

-       repressione e prevenzione del fenomeno criminoso dei combattimenti tra Animali

Ispirato dal progetto IO NON COMBATTO [https://www.iononcombatto.it/], lanciato da Humane Society International/Europe e Fondazione CAVE CANEM, l’emendamento 114.03 prevedeva lo stanziamento di 150.000 euro per la formazione tecnica e pratica specialistica del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri e di 350.000 euro per coprire i costi di custodia e di recupero comportamentale derivanti dal sequestro e dalla confisca di Animali impiegati in tali attività criminali, nonché di Animali affetti da problematiche comportamentali. Le due organizzazioni promotrici del progetto si erano dette deluse di questa decisione, che privava le Forze di Polizia delle risorse per la formazione, necessaria a reprimere tali attività criminali presenti in Italia e gli Animali coinvolti nelle stesse della possibilità di intraprendere percorsi di recupero comportamentale e ricevere le attenzioni specialistiche per essere pienamente recuperati, nel rispetto del loro diritto all’adozione. Martina Pluda, direttrice per l’Italia di HSI/Europe e Federica Faiella, vicepresidente di FCC avevano commentato:

“Siamo allibite che il Governo non abbia ritenuto opportuno affrontare questa questione di legalità, investendo le giuste risorse pubbliche tramite un intervento legislativo deciso, ma demandando ancora una volta alla società civile di colmare le lacune del sistema. Il progetto IO NON COMBATTO, nato sul finire del 2021, si è da subito posto l’obiettivo di offrire strumenti concreti contro il fenomeno criminoso dei combattimenti tra Animali, attraverso attività di ricerca e divulgazione scientifica, operazioni sul campo, sensibilizzazione dell’opinione pubblica e formazione di personale specializzato. Oltre ad aver portato a termine con successo il recupero comportamentale di alcuni cani salvati dalla crudeltà dei combattimenti, il progetto ha registrato oltre 1100 presenze, tra membri delle Forze di Polizia, medici veterinari, guardie zoofile ed educatori cinofili, al percorso formativo tenutosi a inizio 2022. Se l’emendamento 114.03 fosse passato, questo tipo di attività si sarebbero potute ampliare e svolgere su scala nazionale, generando un impatto ancora più significativo per eradicare la piaga criminale dei combattimenti tra Animali. Ringraziamo comunque l’onorevole Brambilla per aver raccolto lo spirito del nostro progetto e aver presentato una riforma normativa in tal senso.”

 

-       Bonus Animali Domestici [Cani, Gatti e altri Animali da compagnia], come mezzo attraverso cui poter contrastare gli abbandoni, e sostenere le iniziative finalizzate alla tutela degli Animali randagi incentivandone l’adozione

Il Bonus Animali Domestici, estendibile fino a un massimo di 3 Animali per nucleo familiare, prevedeva l’erogazione da parte dell’INPS di un assegno di 150 euro annui per ogni animale domestico. Per avere diritto all’agevolazione l’ISEE della famiglia non doveva essere superiore a 15.000 euro annui e, nel caso di ISEE inferiore a 7.000 euro, l’importo dell’assegno si raddoppiava, fino a raggiungere un tetto massimo di 900 euro annui [https://www.lastampa.it/la-zampa/2022/12/12/news/manovra_2023_bonus_animali_domestici_quanto_ammonta_chi_puo_richiederlo-378642989/, https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/12/10/manovra-brambilla-fi-propone-per-i-proprietari-di-animali-assegno-di-150-euro-e-permessi-in-caso-di-morte-o-malattia/6901279/];

 

-       riduzione dell’IVA sugli alimenti per gli Animali e le cure veterinarie, rispettivamente al 4% e al 10%

Di fronte a tale decisione, era arrivato il commento di Carla Rocchi, presidente nazionale Ente Nazionale per la Protezione degli Animali [ENPA]:

“Questo gesto politico, dopo anche l’approvazione dell’emendamento sulla caccia selvaggia, è la riprova che questo Governo è ostile agli Animali. Da anni ENPA chiede la riduzione dell’IVA al 10% per pet food e spese veterinarie. In un momento come questo, tra aumenti di energia, carburanti e inflazione, togliere le agevolazioni per chi ha Animali domestici equivale a mettere a rischio migliaia di vite.”

Vale ricordare che le aliquote dell’IVA sono 4:

-       Aliquota 0;

-       Aliquota 4%;

-       Aliquota 10%;

-       Aliquota 22%.

In Italia, sia il pet food sia le prestazioni veterinarie sono tassati con l’aliquota del 22%, tra le più alte d’Europa, la stessa applicata ai beni di lusso. Una situazione che pesa sulle spese quotidiane di milioni di italiani e il rischio è uno solo: rinuncia, incuria e abbandono.

La Germania applica il 7% di IVA al pet food, l’Austria il 10%; la Repubblica Ceca il 5%, il Lussemburgo il 3%, la Francia il 20%; la Spagna il 21% [ridotto al 10% per uso agricolo] e la Svizzera l’8,1%.

La cura e il cibo non sono un lusso.

Sono diritti di tutti gli Animali!

 

La Legge 6 giugno 2025, n. 82, intitolata “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli Animali” [c.d. Legge Brambilla, dal nome della deputata prima firmataria e promotrice], che, pubblicata in G.U. n. 137 del 16 giugno 2025, è entrata in vigore dal 1° luglio, nel modificare la rubrica del Titolo IX-bis del secondo libro del codice penale, da “Delitti contro il sentimento per gli Animali” in “Delitti contro gli Animali”, individua questi ultimi quale interesse direttamente protetto dalla norma penale, non più mediato dalla protezione del sentimento umano di pietà nei loro confronti. Inasprisce severamente le sanzioni a carico di chi delinque contro gli Animali, introduce significative aggravanti e nuovi divieti a valere su tutto il territorio nazionale, quale quello di detenere Animali di affezione alla catena, per la cui violazione viene prevista una sanzione amministrativa di non poco conto, fatta salva una sanzione differente e più afflittiva ove il fatto costituisca reato.

Dopo il riconoscimento internazionale del Trattato di Lisbona, che all’art. 13 ha posto l’accento sulle parole chiave “esigenze” di “benessere” degli Animali “in quanto” “esseri” senzienti, evidenziando quindi la loro natura di “esseri”, anche la nostra Costituzione nel febbraio del 2022, innovando l’articolo 9 dei propri Principi Fondamentali, ha posto l’accento, in maniera inequivocabilmente propulsiva, sull’esigenza di “tutelare” gli Animali con Leggi dello Stato che determinino i modi e le forme di tale “tutela”, termine prescelto, appositamente in luogo di quello più generico di “protezione”.

Molti sono ancora gli ambiti da normare in tema di tutela degli Animali, sia in ambito civile, dove è sempre più pressante l’esigenza di proteggerli sia nella famiglia sia nella società, sia ulteriormente in ambito penale.

La Legge Brambilla costituisce sicuramente un ponte per futuri potenziamenti, sia a livello normativo nazionale sia, nel rispetto del principio di sussidiarietà, a livello regionale.

In Italia ci sono milioni di Animali domestici, “ma lo Stato se ne ricorda solo per battere cassa. Sono stati persino inseriti nel redditometro come indice di benessere, al pari di uno yacht”.

Gli Animali sono membri della Famiglia.

Non è accettabile che l’IVA sui loro alimenti e per le loro cure veterinarie siano al 22%.

E non lo sono neppure i prezzi alti dei farmaci!

“È una questione di equità fiscale: la Salute è un Diritto di Tutti.”

 

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